COMMISSARIAMENTO IN VISTA: QUALCHE “COSUCCIA” CHE NON SAPETE SULL’INVIATO DEL PREFETTO

BALLABIO – Che arrivi è pressoché sicuro, chi sia e soprattutto cosa possa fare a e per Ballabio è tutto da verificare. Parliamo del “commissario prefettizio” (più probabilmente commissaria, di solito in passato è stata una funzionaria donna a occuparsi di questi incarichi nei nostri territori) che tra luglio e agosto il dottor Pomponio, Prefetto di Lecco, invierà a rimpiazzare il sindaco finora in carica, “impallinato” da 7 voti contro i suoi 6 sul fronte del bilancio e allegati.

Iniziamo a chiarire qualche passaggio fondamentale per cogliere situazione e prospettive. Prima di tutto che fa il famoso commissario: tecnicamente, è “l’organo monocratico di amministrazione straordinaria del Comune”. Ha il compito di amministrare l’ente fino all’elezione del nuovo consiglio e del nuovo sindaco o presidente della provincia, da tenersi nel primo turno elettorale utile previsto dalla legge (di solito in primavera).

E qui cominciano i guai: avendo già passato “un election day” – quello nel quale di recente sono andati in scena i 5 referendum sulla giustizia e il turno amministrativo in molti Comuni italiani – per una questione di risparmio la legge prevede che gli enti commissariati vadano alle urne al prossimo voto “utile”. Vale a dire, ormai e salvo sorprese che nel nostro bel Paese non mancano mai, nel 2023. Insomma fra quasi un anno.

Caso ben diverso quindi dal precedente episodio del genere a Ballabio, quando l’allora sindaco Luigi Pontiggia si fece commissariare a poca distanza di tempo dalle elezioni che portarono Alessandra Consonni, nel 2015, a indossare la fascia tricolore.

Qua di tempo ce ne sarà, fin troppo.

Si bloccherà tutto? Anche in questo caso c’è da sfatare alcune certezze e “credenze popolari”: non è vero infatti che gli incaricati delle prefetture siano dei semplici “notai” che si limitano a registrare pochi atti di ordinaria amministrazione. Nella realtà, i commissari (solitamente funzionari della carriera prefettizia) sostituiscono pienamente sindaco, giunta e consiglio comunale; in virtù di tali poteri possono compiere qualunque atto, sia di ordinaria che di straordinaria amministrazione. “Tuttavia – spiega chiaramente una scheda del Ministero dell’Interno -, non dovendo rispondere agli elettori, difficilmente assumono decisioni di portata strategica”.

E qui si entra in un’altra tematica molto importante per Ballabio. Senza girarci troppo intorno, sono “decisioni di portata strategica” quelle che ruotano intorno alla delicata partita del progetto Combi Arialdo-Barech? Sottolineando che questa non è l’unica partita aperta rilevante in paese, certo la storia dello sviluppo dell’industria nel pratone vicino all’attuale sede – anche alla luce del bando regionale che destina due milioni al progetto e vede fianco a fianco Comune e impresa privata – diventa materia di grande discussione.

Come hanno osservato alcuni ex amministratori, sindaci in carica e tecnici del settore interpellati da Ballabio News, “comunque si muova, il commissario rischia di sbagliare”. Preso in un classico loop, l’incaricato/a del Prefetto potrebbe portare avanti i passaggi chiave e obbligatori per non perdere il finanziamento della Regione (esponendosi così alle critiche dei non pochi che quel progetto avversano, specie sul fronte ambientalista); oppure al contrario, giudicando per l’appunto la questione “di portata strategica” – come in effetti appare – se scegliesse di non occuparsene il progetto imploderebbe e se non curato al meglio entro il 31 dicembre 2022 anche il famoso bando Arest andrebbe perso.

Qui ad insorgere sarebbero i fautori di quel piano, a partire dalla stessa Combi Arialdo nonché da chi invece ha “spinto” per lo sviluppo sul Barech, Bussola & C. in testa. Nel frattempo, per chiudere l’argomento, il 28 luglio è prevista la famosa assemblea informativa richiesta dalla inedita maggioranza consiliare che ha affossato quella in carica. Si farà? Chi la terrà? Il sindaco “uscente”, il commissario (se nel frattempo arriverà) oppure chi altri?

Ennesimo “mistero” di questa primavera-estate bollente non solo climaticamente.

Ma naturalmente una località di oltre quattromila abitanti non vive intorno a un solo, pur pesante, tema. Oltre al Barech ci sono mille partite aperte, dai servizi sociali alla scuola, dal bilancio non approvato (che farà in questo senso l’incaricato della Prefettura? Probabilmente porterà avanti i conti del municipio d’intesa con la ragioneria del Comune) alle manifestazioni pubbliche, la viabilità e così via.

Con un limite di spesa, a quanto pare, imposto dalla legge e vincolato ai costi previsti dall’ultimo preventivo dell’amministrazione ballabiese.

Come dire che se si verificheranno eventi particolari tipo copiose nevicate quest’inverno o altre evenienze impreviste, potrebbe porsi un problema di copertura di quelle uscite finanziarie.

Negli enti di maggiori dimensioni il commissario è affiancato da uno o più sub-commissari ai quali delega parte delle sue attribuzioni. Non è il caso ovviamente di Ballabio. Dove l’inviato/a del dottor Pomponio si troverà a dover gestire una sostituzione lunga, delicata e ricca di potenziali casini.

Un compito che per la cronaca, secondo gli ultimi dati disponibili, viene almeno ricompensato: il commissario prefettizio percepisce infatti mensilmente 1.301,47 euro oltre il rimborso delle spese di viaggio per una volta a settimana (giorni di presenza in Comune).

RedPol